COME CI TRUFFANO CON I LAVORI ONLINE – Indagine con Chat di Mava Fankù

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COVER MAVA LAVORI TRUFFA

Premettendo che, se gli innumerevoli lavori online proposti incessantemente sui social e su ogni piattaforma telematica funzionassero davvero, la disoccupazione, salita al 6,2% a gennaio 2025 nel nostro Paese, scomparirebbe come per magia, voglio soffermarmi su un dettaglio che documenterò con screenshots: i lavori virtuali offerti tramite WhatsApp o attraverso messaggi vocali automatici al telefono, che rimandano sempre all’applicazione più diffusa presente praticamente su tutti i nostri cellulari.

Questo presuppone che qualcuno abbia sottratto i nostri dati, a cominciare dal numero di cellulare. Si parte quindi con il piede sbagliato, venendo contattati furtivamente per proporci un lavoro retribuito tra i 50 e i 400 euro al giorno, cifre che, di questi tempi, non si sentono più nemmeno nei nostri sogni più surreali. Per semplice buonsenso chiunque percepirebbe un inconfondibile odore di truffa, ma qualcuno comunque ci casca, magari per curiosità, soprattutto se si tratta di giovani senza esperienza lavorativa, facilmente influenzabili dai racconti sui facili guadagni. Questo tipo di offerte si basa sempre sull’uso di Internet, uno strumento da cui molti sono dipendenti, talvolta senza esserne pienamente consapevoli.

Il rischio di abboccare coinvolge persone di tutte le fasce d’età, con particolare attenzione a chi è in età da pensione, spesso con molto tempo libero, così come i più giovani. Le attività proposte, come la visione di video pubblicitari per guadagnare qualche spicciolo, richiedono infatti una notevole quantità di tempo a disposizione. Dopo aver eseguito tutte le macchinose procedure necessarie per iniziare, si finisce per alienarsi per ore cliccando su video tediosissimi che in condizioni normali non avremmo mai guardato, nemmeno a pagamento!

Con tutta la più buona volontà, ben presto ci si accorge che per raggiungere le cifre promesse, la durata del giorno dovrebbe essere pari a quello lunare. A quel punto, viene suggerito un investimento per aumentare i piccoli guadagni iniziali, che potrebbero essere effettivamente reali, ma solo finchè si tratta di pochi euro. I pagamenti promessi saranno davvero istantanei per ogni video cliccato? Nel caso del lavoro che mi è stato proposto, si parlava di 3 euro per ogni “Mi piace”.

E come metodo più rapido mi propongono il bonifico bancario! Ma sorge spontanea una domanda: se un bonifico normale richiede almeno 3-4 giorni per essere accreditato sul conto, utilizzeranno davvero un bonifico istantaneo? Su BancoPosta, ad esempio, questo servizio costa 2 euro ed è il più economico. Questo dettaglio mi sembra inverosimile, e sospetto che il loro vero obiettivo sia ottenere il codice IBAN per qualche attività poco chiara, per non dire illegale. Ma sorvolo e torno sulla questione dell’investimento.

Ed è qui che casca l’asino, perché nei messaggi iniziali, inviati da bot programmati, si sottolinea sempre che il lavoro non richiede alcun investimento economico. Ma ci si trova presto davanti a una evidente contraddizione. Se si osa farlo notare, la pronta risposta è che l’investimento non è obbligatorio. In realtà, però, è praticamente imposto a causa dei guadagni iniziali davvero irrisori, equiparabili alla paghetta di un adolescente imberbe.

E se si cade nella trappola e si decide di fare l’investimento proposto per moltiplicare i guadagni, come le monete di Pinocchio sepolte dal Gatto e dalla Volpe, cosa accade? Esattamente ciò che succede a Pinocchio nella fiaba: le monete spariscono insieme al Gatto e alla Volpe. Oppure ti verrà detto che serve pazienza, perché molti ce l’hanno fatta, anche se non hanno avuto successo immediato. E così il tempo scorre e tutto si perde, guadagnando solo esperienza per evitare di cascarci ancora.

Ma da dove provengono queste esche per pescare pesciolini e pescioloni sprovveduti? La nota dolente è che, verificando i numeri di telefono di origine, si scopre che spesso arrivano da luoghi molto poveri, come l’India o la Nigeria, dove i cellulari sono comunque diffusi, probabilmente per offrire un po’ di svago dalla miseria o magari per tentare di guadagnare qualcosa. Questo, almeno per me, ha suscitato una certa tristezza, perché mi sarei aspettato qualcosa del genere da un cinese o da un occidentale, ma non da un nigeriano o un indiano, che immagino spesso sfruttati da qualche multinazionale europea o americana specializzata in truffe online. Per questo motivo ho smesso di schernire l’interlocutore che mi aveva proposto uno di questi miracolosi “lavori”, iniziando con un semplice: “Salve, posso parlare un attimo?”.

Ed ecco la nostra istruttiva e “divertente conversazione” in chat…

Mava Fankù

by Emyliù Spataro

Mava Fankù

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