LARVATUS PRODEO presenta eMyliù in “TOMATO (VHS) Tragedia elettrodomestica per casalinga inquieta” – Con la recensione di Rodolfo Di Giammarco

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tomato

TOMATO VHS (TRAILER) e dopo la recensione i video integrali in 5 parti

TOMATO di e con Emyliù Spataro dura meno di un pasto, si aggira sulla mezzora. Il cuore di questa “tragedia elettrodomestica per casalinga inquieta” (così recita il sottotitolo) è una cucina tinteggiata ovunque di rosso; quel certo rosso delle conserve e dei pelati che ora si è impresso come una colata lavica di pomodoro su casalinghi, su arredi e pareti.

Resterà impresso questo dato uniforme, caldo, violento, così come la struttura verbale del monologo, con una vocalità a tratti musicale, inframmezzata da canzoni, in una composizione espressiva che sembra avere parentele con la tragedia greca in chiave post moderna, a cui dà sfogo l’interprete in panni di cuoca o rassettatrice, martire disamorata di un Lui che la trascura.

Spataro raggiunge un risultato davvero intrigante recitando i misteri dolorosi femminili (o anche transgender) declamando un poema in abbigliamento muliebre, esaltando una fisicità più androgina che maschile. Si distingue così dal gran dispiego teatrale di creature solitarie e bleffanti, travestite e asserragliate in cucina, offrendo una variante personale sugli esempi elevati di Erio Masina o Alfredo Cohen.

Anche se quel recriminare, vegliare, delirare che è nel copione di costei, forse catturava di più nella messa in scena domestica del primo esperimento di teatro in casa, dove l’arredo iperrealista di una vera cucina-tinello nel vero appartamento dell’autore, contrastava con la recitazione surreale.

Là dove invece Tomato gioca sicuramente la carta di una certa concupiscenza è nel calderone rossastro, invadente degli oggetti. L’universo domestico è a vista d’occhio minaccioso: nell’affaccendarsi può capitare che si ficchi la testa nel forno della cucina a gas, ed è una minaccia esplosiva come nel “Gruppo di famiglia… viscontiano, oppure da un frigo (anch’esso rosso, come il resto) si estraggono due lunghi guanti che ghermiscono il collo, quasi un attentato nella “factory” di Warhol.

Un tocco di mesmerismo ricorre spesso: un video plagiante, le candele al buio, una padella flamboyant, un pesce rosso estratto rapidamente dall’acquario, come per mangiarlo… e un’inquietante odore di gas prima del tragico finale elettrodomestico a sorpresa (ma questo effetto speciale era nell’altra versione casalinga)… Per un debutto, più che sufficiente!

Rodolfo Di Giammarco

TOMATO (PRIMA PARTE)

TOMATO (SECONDA PARTE)

TOMATO (TERZA PARTE)

TOMATO (QUARTA PARTE)

TOMATO (QUINTA PARTE)

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